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Qual è il mio indirizzo IP?

Il tuo indirizzo IP pubblico (IPv4, e IPv6 su richiesta), il tuo provider, città e fuso orario approssimativi e il tuo nome DNS inverso. Nulla viene memorizzato.

Alla domanda «qual è il mio IP?» nessuna pagina web sa rispondere da sola, perché solo il server che riceve la tua richiesta vede l'indirizzo con cui la tua connessione esce su Internet. Per questo lo strumento lo chiede al server del sito, che te lo rimanda subito. È il tuo indirizzo IP pubblico: in IPv4 quasi sempre quello che il router usa per tutti i dispositivi di casa, a volte condiviso con altri clienti quando l'operatore ricorre al CGNAT. Il resto della pagina parte da lì: la rete che lo annuncia, una localizzazione stimata dall'hosting del sito (mai una posizione GPS), indizi su un'eventuale VPN e, solo dopo il tuo clic, il tuo IPv6 e il tuo nome host.

Come si usa

  1. Apri la pagina: l'indirizzo viene letto da solo e compare in grande sotto «Il tuo indirizzo IP pubblico», con l'etichetta IPv4 o IPv6.
  2. Clicca «Copia» per metterlo negli appunti; il pulsante mostra «Copiato ✓» quando la copia è riuscita.
  3. Leggi l'elenco «Che cosa parte e verso chi, se clicchi», poi premi «Rileva anche il mio IPv6 e il mio nome host».
  4. Scorri «Operatore di rete» e «Posizione approssimativa»: nome dell'operatore e numero di AS, poi paese, codice di regione ISO 3166-2, città, fuso orario e coordinate arrotondate.
  5. Guarda il confronto dei fusi in «Indizi (non un rilevamento)» e poi la scheda «Ciò che dichiara il tuo browser»: fuso, lingue, schermo e finestra.
  6. Se compare «Impossibile leggere il tuo indirizzo in questo momento», clicca «Riprova».

Come lo strumento legge il tuo indirizzo

Al caricamento la pagina chiama un endpoint del sito che legge le intestazioni della tua richiesta. Tiene il primo indirizzo della catena di inoltro trasmessa dall'hosting; gli altri appartengono agli intermediari attraversati, non a te. La stessa risposta porta i campi di localizzazione che la rete di distribuzione dell'hosting aggiunge alla richiesta: paese, regione, città, fuso orario, coordinate e numero della rete (AS) a cui appartiene il tuo indirizzo. Questo endpoint non scrive nulla, non tiene un proprio registro e vieta che la risposta resti in cache.

Il nome dell'operatore non arriva dall'hosting, che fornisce solo il numero di AS. Il tuo browser cerca quel numero in tabelle statiche conservate sul sito stesso, ricavate da iptoasn.com (pubblico dominio), e mostra il nome così come vi compare, seguito dal numero. La data dei dati è indicata sotto; mentre questa pagina viene scritta, le tabelle risalgono al 13 settembre 2026. Una risposta senza numero di AS farebbe sparire la scheda «Operatore di rete» invece di mostrare un nome tirato a indovinare.

IPv6 e nome host aspettano il tuo clic. Poiché il sito è servito in IPv4, il suo server di norma non vede il tuo IPv6: per questo il browser contatta ipify (api6.ipify.org), un servizio raggiungibile solo in IPv6, senza cookie né referrer, e rinuncia dopo 5 secondi. Il nome host è una domanda di DNS inverso che i server del sito girano ai resolver pubblici di Cloudflare e di Google. Per un indirizzo come 203.0.113.7 la domanda è 7.113.0.203.in-addr.arpa: i resolver vedono quel nome, non la tua connessione. Viene posta solo per un indirizzo pubblico.

Quando conoscere il tuo IP pubblico serve davvero

  • Comunicare il tuo indirizzo a un amministratore che deve autorizzarlo: il firewall aziendale, l'accesso SSH a un server, un database in hosting che accetta solo indirizzi in elenco.
  • Controllare che una VPN sia davvero attiva: indirizzo e operatore mostrati devono essere quelli della VPN, non quelli del tuo provider abituale.
  • Capire se sei dietro un CGNAT prima di aprire una porta per un server di gioco, una videocamera o un NAS: confronta l'indirizzo mostrato qui con l'indirizzo WAN indicato dal router.
  • Verificare se la tua connessione ha IPv6 prima di configurare una regola del firewall, un server domestico o una console che ne dipende.
  • Capire perché un servizio di streaming o un negozio online ti colloca in un'altra città: la posizione stimata qui è lo stesso tipo di deduzione che quei siti ricavano dal tuo indirizzo.
  • Annotare l'indirizzo prima e dopo il riavvio del router per sapere se l'operatore ti assegna un indirizzo fisso o variabile, per esempio prima di configurare un DNS dinamico.

Esempi di ciò che mostra la pagina

Nessuno di questi valori è tuo: l'indirizzo viene da un intervallo riservato alla documentazione (RFC 5737), mentre fusi orari, coordinate e numeri di AS sono casi di esempio. I nomi degli operatori sono quelli delle tabelle del 13 settembre 2026.

  • Il server riceve ::ffff:203.0.113.7, forma prodotta da alcuni stack doppi IPv4/IPv6: la pagina mostra 203.0.113.7 con l'etichetta IPv4, perché è un IPv4 scritto alla maniera IPv6.
  • A luglio, con il browser su Europe/Rome e l'indirizzo collocato in Europe/London, «Indizi (non un rilevamento)» mostra: il tuo browser dice Europe/Rome (UTC+2), il tuo indirizzo suggerisce Europe/London (UTC+1), seguito dal promemoria che un viaggio o un dispositivo impostato a mano creano lo stesso scarto di una VPN. Se l'indirizzo punta a Europe/Paris, la riga segnala solo la stessa ora locale (UTC+2).
  • Se l'hosting invia 41,9028 e 12,4964 con la regione RM per IT, «Coordinate (arrotondate)» mostra 41,90° N · 12,50° E e «Regione (codice ISO 3166-2)» mostra IT-RM. Due decimali formano una griglia di circa un chilometro, che non dice nulla sulla precisione della stima in sé.
  • Con il numero di AS 3269, «Operatore di rete» mostra ASN-IBSNAZ (AS3269): il nome con cui è registrata la rete di Telecom Italia, non il marchio TIM.

Ciò che questa pagina non può sapere

  • La localizzazione non è mai una posizione GPS: è una stima dell'hosting, spesso la città in cui il tuo operatore si collega alle altre reti, a volte un'altra regione, soprattutto sulle reti mobili. La geolocalizzazione del browser non viene mai richiesta.
  • Nessun verdetto sulle VPN: un fuso diverso o un proxy dichiarato sono indizi, una VPN discreta spesso non ne lascia nessuno, e la loro assenza non prova nulla.
  • «Nessuna connettività IPv6 rilevata» non prova che tu non abbia IPv6: un blocco dei contenuti, un firewall o una VPN possono fermare la sonda, che rinuncia anche dopo 5 secondi.
  • Il nome dell'operatore viene da una copia datata delle tabelle: una rete rinominata nel frattempo conserva il vecchio nome fino alla prossima importazione, e il nome registrato può non somigliare affatto al marchio della tua bolletta.
  • Dietro un CGNAT o il proxy di un'azienda, l'indirizzo mostrato è condiviso con altri utenti: indica l'uscita della rete, non il tuo dispositivo. L'indirizzo privato del tuo dispositivo nella rete locale non è quello che vedono i siti web, e questa pagina non lo mostra.

Privacy

Elaborazione sul server

Il server del sito legge il tuo indirizzo nella tua stessa richiesta, solo per mostrartelo: l'endpoint che lo legge non scrive nulla e vieta di mettere in cache la risposta. Il nome dell'operatore lo cerca il tuo browser in file pubblici ospitati sul sito, lo strumento non conserva nulla nel browser e i suoi eventi di misurazione non contengono mai l'indirizzo. Solo dopo il tuo clic partono due richieste: il browser contatta ipify per l'IPv6 (ipify dichiara di non registrare nulla) e i server del sito chiedono il nome host a Cloudflare e Google. Questi resolver vedono l'indirizzo dentro la domanda, non la tua connessione, e la richiesta passa da un contatore antiabuso basato su un'impronta della tua connessione, non sull'indirizzo in chiaro.

Domande frequenti

Perché il mio indirizzo IP cambia?

Perché molti operatori assegnano gli indirizzi per un tempo limitato invece che per sempre. Il riavvio del router, un'interruzione prolungata o una manutenzione della rete possono dartene uno nuovo; sullo smartphone, passare dal Wi-Fi ai dati mobili cambia rete e quindi indirizzo, e una VPN impone il proprio finché è attiva. Alcune offerte includono un IPv4 fisso: annota l'indirizzo mostrato qui prima e dopo un riavvio per capire in quale caso sei.

Che differenza c'è tra IPv4 e IPv6?

Un IPv4 è formato da quattro numeri da 0 a 255 separati da punti, come 192.0.2.1: ne esistono circa 4,3 miliardi, pochi per tutti i dispositivi, ed è per questo che ogni casa ne condivide uno dietro il router. Un IPv6 ha 128 bit, scritti in gruppi esadecimali separati da due punti, come 2001:db8::1. Molte connessioni hanno entrambi. Poiché questo sito è servito in IPv4, vedi prima il tuo IPv4, e il rilevamento che avvii mostra il tuo IPv6, se ce l'hai.

È l'indirizzo IP del mio computer?

Non esattamente: è l'indirizzo pubblico con cui la tua rete esce su Internet. A casa, in IPv4, lo usa il router per tutti i dispositivi collegati, ognuno dei quali ha un indirizzo privato del tipo 192.168.1.20 che i siti web non vedono. In ufficio di solito è l'uscita della rete aziendale. In IPv6, invece, un dispositivo può avere un proprio indirizzo pubblico. L'indirizzo privato si trova nelle impostazioni di rete del dispositivo, non da una pagina web.

Come faccio a sapere se il mio operatore mi mette dietro un CGNAT?

Apri l'amministrazione del router, annota l'indirizzo sul lato Internet (spesso chiamato WAN) e confrontalo con quello mostrato qui. Se coincidono, il router ha l'indirizzo pubblico. Se mostra un indirizzo tra 100.64.0.0 e 100.127.255.255, il blocco riservato al CGNAT, c'è di mezzo il NAT dell'operatore: più clienti condividono lo stesso IPv4 pubblico e una porta inoltrata sul router non è raggiungibile dall'esterno in IPv4. Un altro indirizzo privato indica piuttosto un secondo router davanti al tuo.

La posizione mostrata è la mia posizione esatta?

No. L'hosting del sito stima paese, regione, città e fuso orario a partire dal tuo indirizzo, senza sapere nulla del tuo dispositivo. Il risultato indica spesso la città in cui il tuo operatore collega la propria rete, che può essere lontana da te, a volte in un'altra regione. Le coordinate sono arrotondate a due decimali e la pagina non chiede mai la geolocalizzazione del dispositivo: non compare alcuna richiesta di autorizzazione.

Questo strumento può capire se uso una VPN?

Non afferma mai che un indirizzo appartiene a una VPN, perché nessun metodo affidabile permette di stabilirlo. Mostra invece due indizi: lo scarto tra il fuso del tuo browser e quello dedotto dal tuo indirizzo, e la presenza di un proxy che si dichiara nella richiesta. Un fuso diverso può dipendere da un viaggio o da un dispositivo impostato a mano, e una VPN discreta non si dichiara. Per verificare la tua, confronta l'operatore mostrato con la VPN attiva e disattivata.

Perché non viene rilevato nessun IPv6?

O la tua rete non ha IPv6, cosa ancora frequente su alcuni router, nelle reti aziendali e negli hotspot pubblici, oppure la sonda è stata bloccata da un blocco dei contenuti, da un firewall o da una VPN; alcune VPN disattivano del tutto l'IPv6. Quando la sonda non riceve risposta entro 5 secondi, il messaggio lo dice. Metti in pausa l'estensione o la VPN sospetta, poi clicca «Ripeti il rilevamento».

Che cosa mi dice il nome host?

È il record di DNS inverso (PTR) che il titolare del blocco di indirizzi, di solito il tuo operatore, pubblica per il tuo indirizzo. Spesso contiene il nome dell'operatore e a volte un codice di città o di tipo di linea, utile per riconoscere una rete ma di norma senza il tuo nome. Molti indirizzi non ne hanno, e la pagina lo dice senza cercare altrove. Viene richiesto solo dopo il tuo clic, e solo per un indirizzo pubblico.

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