L'imposta sul reddito in Italia
L'imposta sul reddito in Italia è progressiva: l'aliquota sale all'aumentare del reddito, fino a un'aliquota marginale massima del 43%. I contributi sociali sono di solito addebitati a parte. Valori aggiornati al 2026.
In Italia l'imposta sul reddito si chiama IRPEF (imposta sul reddito delle persone fisiche) ed è gestita dall'Agenzia delle Entrate con un'aliquota progressiva. Dal 2024 l'IRPEF nazionale adotta una struttura semplificata a tre scaglioni, con l'aliquota marginale massima che raggiunge il 43%. Oltre all'imposta nazionale, i residenti pagano anche un'addizionale regionale e un'addizionale comunale, per cui il totale dovuto dipende in parte da dove si vive in Italia.
Tre imposte, non una: nazionale, regionale, comunale
L'IRPEF nazionale è solo il primo strato. Le regioni applicano un'addizionale regionale e i comuni un'addizionale comunale, entrambe sul reddito imponibile IRPEF, con aliquote decise localmente. Lo stesso stipendio produce quindi un netto diverso a Milano e a Napoli senza che il tariffario nazionale sia cambiato di una virgola.
Le addizionali si versano l'anno successivo a quello di riferimento, a rate trattenute in busta paga. È la ragione per cui il netto di gennaio non somiglia a quello di dicembre: non è cambiata l'aliquota, sono ripartite le addizionali dell'anno prima.
La no tax area e il cuneo che si vede solo in busta
Sotto una certa soglia non si paga IRPEF, per effetto congiunto delle detrazioni da lavoro dipendente e della struttura degli scaglioni. La soglia non è un importo scritto nella legge come tale: emerge dal punto in cui le detrazioni azzerano l'imposta lorda, e cambia quindi ogni volta che le detrazioni vengono ritoccate.
Poco sopra quella soglia le detrazioni decrescono al crescere del reddito, e la loro riduzione si somma all'aliquota dello scaglione. L'aliquota effettiva su quei redditi è perciò più alta di quella nominale — un effetto che non compare in nessuna tabella di scaglioni e che si legge solo confrontando due buste paga.
Domande frequenti
- Cosa sono le addizionali regionale e comunale che si aggiungono all'IRPEF?
- Oltre all'IRPEF nazionale, i residenti devono due addizionali locali: l'addizionale regionale, stabilita da ciascuna regione, e l'addizionale comunale, stabilita da ciascun comune. Entrambe si calcolano sul reddito imponibile e variano in base al luogo di residenza, per cui due persone con lo stesso reddito possono pagare importi totali diversi solo perché risiedono in regioni o comuni differenti.
- Come funziona la scala IRPEF nazionale a tre scaglioni?
- La riforma del 2024 ha accorpato i precedenti scaglioni più bassi, riducendo l'IRPEF nazionale da quattro a tre scaglioni progressivi. Ogni quota di reddito è tassata con la propria aliquota, fino a un'aliquota marginale nazionale massima del 43% sullo scaglione più alto. Essendo progressiva, solo il reddito oltre ciascuna soglia è tassato con l'aliquota superiore, e le addizionali regionale e comunale si aggiungono separatamente.
Importante
Questa è una panoramica generale, non una consulenza fiscale. L'imposta sul reddito in Italia è progressiva e l'importo esatto dipende da scaglione, detrazioni, regione e situazione; i contributi sociali sono di solito a parte. I valori sono un riferimento aggiornato al 2026 e cambiano ogni anno — verifica sempre con la fonte ufficiale o un professionista.