Vai al contenuto
OneKitly

Dallo stipendio lordo al netto in Italia

In Italia, il tuo stipendio netto (ciò che ricevi) è il lordo meno due cose: i contributi previdenziali e l'imposta sul reddito. I contributi del dipendente sono circa il 9,19% del lordo, e l'imposta progressiva si toglie in aggiunta. Poiché l'imposta sale con il reddito, il netto di solito si colloca tra circa il 60% e l'80% del lordo, a seconda di quanto guadagni. Valori aggiornati al 2026.

In Italia lo stipendio lordo diventa netto per fasi successive. Prima si trattengono i contributi previdenziali all'INPS (circa il 9,19% per i dipendenti), poi l'IRPEF nazionale insieme alle addizionali regionale e comunale. Un tratto distintivo è che molti lavoratori sono retribuiti su 13, a volte 14 mensilità, e una parte della retribuzione viene accantonata ogni anno come indennità di fine rapporto (TFR, trattamento di fine rapporto), erogata all'uscita. Il netto effettivo dipende dalla tua situazione.

Tredicesima, e a volte quattordicesima

La retribuzione italiana si divide di norma in tredici mensilità, e in alcuni contratti collettivi in quattordici. La tredicesima è a tutti gli effetti retribuzione: sconta contributi e IRPEF, ma non le detrazioni mensili, che sono già state applicate nei mesi ordinari. Per questo il netto di dicembre appare proporzionalmente più basso di quello di un mese qualsiasi.

Ne discende una regola pratica per confrontare due offerte: si confrontano i lordi annui, non i mensili. Un contratto a quattordici mensilità con un mensile più basso può valere più di uno a tredici con un mensile più alto, e la differenza non si vede leggendo la busta di un mese solo.

Il TFR, che matura ogni mese e si vede solo alla fine

Il trattamento di fine rapporto matura ogni anno come quota della retribuzione — circa una mensilità l'anno — e viene accantonato, non pagato. Non compare nel netto mensile e non è un premio di fine carriera: è retribuzione differita, dovuta comunque, qualunque sia la ragione della cessazione.

Il lavoratore sceglie se lasciarlo in azienda o destinarlo a un fondo pensione, e la scelta cambia la rivalutazione e il trattamento fiscale, non l'importo maturato. È una delle poche decisioni retributive che si prendono una volta all'assunzione e che pesano per tutta la durata del rapporto.

Domande frequenti

Cos'è la tredicesima e cambia il mio netto mensile?
La tredicesima è una mensilità aggiuntiva che la maggior parte dei dipendenti italiani riceve verso dicembre, e alcuni contratti prevedono anche la quattordicesima a metà anno. Il lordo annuo è ripartito su 13 o 14 rate, quindi ogni netto mensile ordinario è un po' più basso rispetto al lordo annuo diviso per 12. Anche queste mensilità subiscono i contributi INPS e l'IRPEF: non sono premi esenti.
Cos'è il TFR e perché non è nel mio netto mensile?
Il TFR (trattamento di fine rapporto) è un'indennità che il datore di lavoro accantona ogni anno invece di corrisponderla mensilmente. Matura a partire dalla retribuzione lorda e viene rivalutato nel tempo, poi erogato in un'unica soluzione quando lasci il lavoro. Essendo differito, il TFR non compare nel netto mensile ordinario; viene tassato separatamente, con regole proprie, al momento dell'erogazione.

Importante

Questa è una panoramica generale, non una consulenza finanziaria. Lo stipendio netto in Italia dipende da reddito, scaglione, situazione familiare, regione e massimali contributivi, quindi una busta paga reale sarà diversa. I valori sono un riferimento aggiornato al 2026 e cambiano ogni anno — usa la calcolatrice per una stima e verifica con la fonte ufficiale.