Assegno divorzile: non è un solo strumento, sono due
Pubblicato il 10/04/2026 · 13 min di lettura · Calcolatrici finanziarie
In Italia la parola «assegno» copre due istituti diversi, e confonderli è l'errore più comune. Nella separazione c'è l'assegno di mantenimento dell'articolo 156 del codice civile, che guarda ancora al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. Nel divorzio c'è l'assegno divorzile dell'articolo 5, comma 6, della legge 898/1970, e la sua funzione è stata riscritta due volte in diciotto mesi: la Cassazione 11504/2017 ha abbandonato il criterio del tenore di vita, e le Sezioni Unite 18287/2018 hanno stabilito che l'assegno ha natura assistenziale ma anche compensativa e perequativa — si guarda al contributo dato dal richiedente alla formazione del patrimonio comune e alla rinuncia a occasioni professionali, non al reddito del più ricco. Sono due giudizi distinti, e il secondo non è la prosecuzione del primo. C'è poi una terza via: il comma 8 dell'articolo 5 consente la corresponsione in un'unica soluzione, e quella soluzione è definitiva — nessuna domanda successiva di contenuto economico è proponibile. Da qui l'aritmetica che conta. Un assegno di 600 € al mese per dieci anni fa 72 000 € sommati; attualizzato al 3 % vale 61 417 €. Al 1 % vale 68 193 €, al 5 % vale 55 596 €. Su una scelta irrevocabile, il tasso di attualizzazione vale più di dodicimila euro.
In Italia gli assegni sono due, non uno: quello di mantenimento nella separazione e quello divorzile, che dal 2018 ha una funzione diversa. E l'una tantum è irrevocabile: 600 € al mese per dieci anni valgono 61 417 €, non 72 000.
Separazione e divorzio non sono due tappe dello stesso conto
Chi si separa e poi divorzia attraversa due procedimenti con due metri diversi, e il secondo non eredita il primo. Nella separazione l'articolo 156 del codice civile assegna al coniuge cui non sia addebitabile la separazione il diritto di ricevere quanto è necessario al suo mantenimento, qualora non abbia adeguati redditi propri, e la giurisprudenza lo commisura ancora al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio: il vincolo coniugale non è sciolto. Nel divorzio il vincolo è sciolto, e con esso è caduto quel metro. La sentenza 11504/2017 della Cassazione ha spostato il giudizio sull'autosufficienza economica; le Sezioni Unite 18287/2018 hanno corretto il tiro e fissato il criterio composito che si applica oggi: assistenziale, compensativo e perequativo insieme.
La conseguenza pratica è che l'assegno di separazione non è una previsione di quello divorzile. Può essere più alto, perché è ancorato al tenore di vita; può essere più basso, perché non tiene conto del contributo compensativo che il divorzio valorizza. Chi negozia una separazione consensuale pensando di aver già fissato il futuro sta negoziando una cosa sola delle due. E il comma 8 dell'articolo 5 aggiunge la terza: la corresponsione in un'unica soluzione, che il tribunale valuta equa e che, una volta effettuata, preclude ogni successiva domanda di contenuto economico.
Perché il tasso di attualizzazione decide una una tantum
Un assegno di 600 € al mese per dieci anni sono 7 200 € l'anno e 72 000 € sommati. Ma quei 72 000 € non arrivano oggi: arrivano distribuiti su dieci anni. Attualizzati al 3 per cento valgono 61 417 €. Al 1 per cento valgono 68 193 €, al 5 per cento 55 596 €. La forbice tra i due tassi è di 12 597 €, cioè quasi due anni di assegno. Se la corresponsione avvenisse in forma periodica, un errore su questo numero si correggerebbe con una revisione; poiché l'una tantum del comma 8 preclude ogni domanda successiva, non si corregge affatto.
Da che cosa dipende il tasso? Da quanto renderebbe il denaro incassato subito e dal rischio che l'assegno periodico non arrivi per intero: inadempimento, revisione per giustificati motivi sopravvenuti, cessazione per nuove nozze del beneficiario. Più fragile è la rendita, maggiore è lo sconto che chi la riceve dovrebbe accettare in cambio della certezza — e proprio quella certezza è ciò che il comma 8 vende. Non esiste un tasso «giusto»; esiste il tasso che le due parti scrivono nell'accordo, e conviene scriverlo esplicitamente invece di lasciarlo implicito in un totale.
Che cosa un calcolatore non può vedere
Nessun calcolatore vede il patrimonio, e il patrimonio è metà del giudizio. Le Sezioni Unite hanno chiesto di valutare il contributo fornito dal richiedente alla conduzione familiare e alla formazione del patrimonio comune e personale dell'altro, in rapporto alla durata del matrimonio e all'età: sono fatti storici, non redditi correnti. Un coniuge che ha lasciato un lavoro per seguire l'altro può avere oggi un reddito modesto e un credito compensativo rilevante; un coniuge con lo stesso reddito che non ha rinunciato a nulla può non averne alcuno. Due situazioni identiche in busta paga, due esiti opposti.
E nessun calcolatore vede la divisione dei beni, che nella maggior parte dei casi si decide in parallelo e cambia il quadro. Chi esce dal matrimonio con metà di un immobile non è nella stessa posizione di chi, a parità di reddito, esce senza nulla. Non vede nemmeno l'effetto previdenziale: anni fuori dal mercato del lavoro riducono non solo lo stipendio di oggi ma il montante contributivo di domani, e quella perdita si incassa trent'anni dopo, quando nessun assegno è più in discussione.
Perché la revisione esiste, e perché l'una tantum la elimina
L'assegno periodico è revisionabile: l'articolo 9 della legge 898/1970 consente la revisione quando sopravvengono giustificati motivi, e la cessazione è automatica se il beneficiario passa a nuove nozze. È una protezione reciproca — chi paga può chiedere la riduzione se perde il lavoro, chi riceve l'aumento se le condizioni cambiano. La corresponsione in un'unica soluzione elimina questa protezione in entrambe le direzioni: dopo, nessuna domanda di contenuto economico è proponibile. Chi la accetta compra certezza e vende flessibilità, e il prezzo di quello scambio è esattamente la differenza tra il totale nominale e il valore attuale.
Un'ultima nota di metodo. L'assegno si negozia quasi sempre insieme alla divisione dei beni, e le due voci si compensano: rinunciare a una quota del patrimonio comune può sostituire anni di assegno, e viceversa. Calcolarle separatamente e guardare poi il saldo netto evita l'errore più frequente, cioè accettare un assegno dall'aria ragionevole dimenticando che cosa si è appena concesso dall'altro lato del tavolo.
Usare il calcolatore senza illudersi
Il calcolatore di questa pagina applica il quadro statunitense e lo dichiara a schermo. Usalo per vedere la meccanica — come una differenza di reddito diventa un importo, quanto vale un anno di durata — e non come stima di ciò che deciderà un tribunale italiano, che nessuna formula vincola. Ciò che si trasferisce è l'aritmetica del valore attuale: converti ogni proposta di rendita in capitale e ogni proposta di capitale in rendita, con un tasso dichiarato, prima di confrontare due offerte di forma diversa.
E un ultimo riflesso: calcola sempre il netto di entrambe le parti. Lo stesso importo nominale non vale lo stesso per chi paga e per chi riceve, e il trattamento fiscale dell'assegno periodico differisce da quello dell'una tantum. Verifica il regime vigente prima di firmare e confronta importi netti, non lordi: un'offerta apparentemente generosa può lasciare in mano meno di una più bassa.
Un solo divorzio, sei risposte, e ciò che viaggia tra loro
Metti in fila i sei sistemi e vedrai che le differenze non riguardano la generosità ma l'oggetto del pagamento. Le linee guida americane rispondono a una domanda di sostituzione del reddito. La prestation compensatoire francese risponde a una disparità creata dalla rottura e si paga in capitale. Il diritto tedesco chiede se il matrimonio abbia prodotto uno svantaggio che gli sopravvive. Il diritto spagnolo e quello portoghese chiedono se chi domanda possa mantenersi. L'assegno divorzile italiano, dal 2018, chiede che cosa chi domanda abbia dato e a che cosa abbia rinunciato. Stessi fatti, cinque domande, cinque importi.
Ciò che viaggia tra tutti e sei è l'aritmetica del tempo e dell'imposta. Un importo mensile non dice nulla finché non lo moltiplichi per una durata e non lo attualizzi; un importo nominale non dice nulla finché non sai chi ci paga le tasse. Queste due operazioni sono uguali ovunque, sono quelle che un calcolatore fa davvero al posto tuo, e sono quelle che si saltano. Falle per prime, su ogni proposta, prima di discutere della percentuale.
| Sistema | L'istituto e il suo metro | Esiste una formula? |
|---|---|---|
| Stati Uniti | Alimony o spousal maintenance, decisi Stato per Stato. Da quando il Tax Cuts and Jobs Act ha abrogato le sezioni 71 e 215 dell'Internal Revenue Code, un accordo stipulato dopo il 31 dicembre 2018 non è deducibile per chi paga né imponibile per chi riceve, il che ha cambiato il prezzo di ogni cifra di ogni linea guida | A livello federale no. La maggior parte degli Stati non ne ha; New York ha una linea guida di legge con un tetto al reddito di chi paga, il Massachusetts una banda di legge e limiti di durata, e la linea guida AAML è una raccomandazione professionale senza forza di legge |
| Francia | Prestation compensatoire, articolo 270 del code civil: compensa la disparità che la fine del matrimonio crea nelle condizioni di vita. Il capitale è il principio (articolo 274), la rateizzazione fino a otto anni l'eccezione praticabile (articolo 275), la rendita vitalizia quella rara (articolo 276) | No. L'articolo 271 elenca i criteri e non ne pondera nessuno. La regola fiscale è precisa dove l'importo non lo è: versata entro dodici mesi apre una detrazione del 25 per cento nel limite di 30 500 euro di versamenti; distribuita oltre i dodici mesi diventa deducibile per chi paga e imponibile per chi riceve |
| Germania | Nachehelicher Unterhalt, §§ 1569–1586b BGB. Il § 1569 mette al primo posto l'autoresponsabilità; la pretesa deve rientrare in uno dei casi degli §§ 1570–1573, e il § 1578 la misura sul tenore di vita matrimoniale | Nella legge no, nella pratica sì: le Unterhaltsleitlinien di ciascuna corte d'appello regionale applicano la metà del netto rettificato meno un bonus da lavoro. Vengono riemesse ogni gennaio e non sono identiche da un distretto all'altro |
| Spagna | Pensión compensatoria, articolo 97 del código civil spagnolo, dovuta solo se separazione o divorzio producono uno squilibrio economico che peggiora la posizione precedente di un coniuge. Può essere temporanea, indefinita o una prestazione unica | No. L'articolo 97 elenca nove circostanze che il giudice pondera. L'articolo 100 regola la modifica e il 101 l'estinzione, in particolare per nuovo matrimonio o convivenza more uxorio |
| Italia | Due istituti, non uno. L'assegno di mantenimento nella separazione, articolo 156 del codice civile, ancora misurato sul tenore di vita matrimoniale; l'assegno divorzile nel divorzio, articolo 5 comma 6 della legge 898/1970, la cui funzione la Cassazione ha ridefinito nel 2017 e nel 2018: assistenziale, ma anche compensativa del contributo dato e delle occasioni abbandonate | No. E il comma 8 dell'articolo 5 consente la corresponsione in un'unica soluzione che, valutata equa, preclude ogni successiva domanda di contenuto economico: per questo il tasso di attualizzazione pesa qui più che altrove |
| Portogallo | Alimenti tra ex coniugi, articoli 2016 e 2016-A del codice civile portoghese. Dalla riforma del 2008 ciascun ex coniuge deve provvedere a sé, e l'articolo 2016-A comma 3 stabilisce che il creditore non ha diritto a mantenere il tenore di vita del matrimonio | No. L'articolo 2016-A comma 1 elenca i criteri; l'articolo 2019 fa cessare l'obbligo con nuovo matrimonio, unione di fatto o convivenza notoria del creditore |
Domande frequenti
- L'assegno di separazione anticipa quello di divorzio?
- No, e questo è l'equivoco più diffuso. Sono due giudizi con due metri diversi. L'assegno di mantenimento dell'articolo 156 del codice civile riguarda la separazione, in cui il vincolo coniugale non è sciolto, e la giurisprudenza lo commisura ancora al tenore di vita goduto in costanza di matrimonio. L'assegno divorzile dell'articolo 5 comma 6 della legge 898/1970 riguarda il divorzio, in cui il vincolo è sciolto: dopo Cassazione 11504/2017 e Sezioni Unite 18287/2018 si valutano l'autosufficienza e insieme il contributo dato alla formazione del patrimonio comune e le occasioni professionali sacrificate. Può risultare più alto o più basso del primo, e va istruito daccapo.
- Che cosa cambia l'una tantum rispetto all'assegno mensile?
- Cambia la reversibilità, e quindi il prezzo. L'assegno periodico è soggetto a revisione per giustificati motivi sopravvenuti ai sensi dell'articolo 9 della legge 898/1970 e cessa se il beneficiario passa a nuove nozze: entrambe le parti restano esposte al futuro. La corresponsione in un'unica soluzione prevista dal comma 8 dell'articolo 5, una volta valutata equa dal tribunale, chiude definitivamente la partita economica — nessuna domanda successiva è proponibile. Chi riceve vende flessibilità e compra certezza; chi paga fa l'opposto. Il prezzo di quello scambio si vede solo attualizzando: 600 € al mese per dieci anni fanno 72 000 € sommati ma valgono 61 417 € al 3 per cento, e il tasso scelto va scritto, non lasciato implicito.
- Il calcolatore prevede la decisione del giudice?
- No. Il calcolatore applica tre linee guida statunitensi pubblicate e lo dichiara a schermo; in Italia non ne vale nessuna. Qui decide il giudice: nella separazione secondo l'articolo 156 del codice civile, nel divorzio secondo l'articolo 5 comma 6 della legge 898/1970 come interpretato dalle Sezioni Unite 18287/2018. Ciò che dallo strumento si porta a casa è la meccanica — quanto pesa una variazione di reddito, quanto vale un anno di durata — e l'attualizzazione, che serve davvero quando si valuta una corresponsione in un'unica soluzione ai sensi del comma 8.
- Assegno per il coniuge e mantenimento dei figli sono la stessa cosa?
- No. Il mantenimento dei figli spetta ai figli, si fonda sugli articoli 315-bis e 337-ter del codice civile e non si estingue con il divorzio né automaticamente con la maggiore età. L'assegno per il coniuge spetta all'ex coniuge e si fonda sull'articolo 156 nella separazione o sull'articolo 5 comma 6 della legge 898/1970 nel divorzio. Titolari diversi, fondamenti diversi, durate diverse. E interagiscono: l'obbligo verso i figli è prioritario e riduce la capacità economica valutata per l'assegno al coniuge, quindi va calcolato per primo.
- Perché i totali cambiano tanto se le rate mensili si somigliano?
- Perché il totale è la rata mensile moltiplicata per una durata, e sono le durate a divergere. Con redditi di 150 000 e 30 000 dollari e un matrimonio di quattordici anni, le tre linee guida statunitensi danno rate di 3 000, 3 250 e 3 500 dollari — meno di un quinto di differenza — ma durate da 2,1 a 10,5 anni. I totali vanno da 81 900 a 411 600 dollari, cinque a uno. La lezione vale ovunque: strappare cento euro di rata concedendo due anni di durata è un pessimo scambio. Su 600 € al mese, due anni valgono 14 400 €, mentre cento euro al mese per dieci anni ne valgono 12 000.
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Questo articolo è esplicativo. Mostra come funziona un calcolo e che cosa ne cambia il risultato; non è consulenza finanziaria, fiscale, legale o di investimento, non sa nulla del tuo reddito, del tuo provvedimento, della tua famiglia o del tuo estratto contributivo, e non può dirti che cosa firmare né che cosa chiedere. Le regole di erogazione del credito, i criteri per gli assegni, le tasse universitarie, i limiti di versamento e le formule pensionistiche cambiano da paese a paese e vengono riviste quasi ogni anno, quindi ogni regola descritta sotto va verificata sul testo vigente prima di farvi affidamento. Ogni importo è un'ipotesi dichiarata, non una previsione né un preventivo. Inserisci i tuoi numeri nel calcolatore e rivolgiti a un professionista regolamentato prima di impegnare denaro o accettare un accordo.
Fonti
- Legal Information Institute, Cornell Law School — 26 U.S.C. § 71 — Alimony and separate maintenance payments (repealed by Pub. L. 115-97 § 11051(b)(1)(B), for instruments executed after 31 December 2018)
- New York State Senate — N.Y. Domestic Relations Law § 236 Part B(6) — post-divorce maintenance guideline, income cap and advisory duration
- Massachusetts General Court — Mass. G.L. c. 208 § 53 (amount of general term alimony) and § 49 (durational limits)
- Légifrance — Code civil, articles 270 à 281 — de la prestation compensatoire (article 274, capital ; article 275, échelonnement sur huit ans ; article 276, rente)
- Légifrance — Code général des impôts, article 199 octodecies — réduction d'impôt de 25 % dans la limite de 30 500 € pour la prestation compensatoire versée en capital dans les douze mois
- Bundesministerium der Justiz — Gesetze im Internet — § 1569 BGB (Grundsatz der Eigenverantwortung), §§ 1570–1573 (Unterhaltstatbestände), § 1578 (Maß des Unterhalts) und § 1578b (Herabsetzung und zeitliche Begrenzung)
- Boletín Oficial del Estado — Código Civil español, artículos 97, 100 y 101 — pensión compensatoria, modificación y extinción
- Normattiva — Legge 1° dicembre 1970, n. 898, articolo 5, commi 6 e 8 — assegno divorzile e corresponsione in un'unica soluzione
- Diário da República — Código Civil português, artigos 2016.º, 2016.º-A e 2019.º — alimentos entre ex-cônjuges
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