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ROA: che cosa dice l'indice di un'azienda e che cosa nasconde

Pubblicato il 28/07/2026 · 13 min di lettura · Strumenti business

Camille Laurent

Camille LaurentRedattrice Finanza presso OneKitly

Fisco · Finanza personale

Verificato su 5 fonti

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In breve

Il ROA è l'utile netto diviso per le attività totali: in un'azienda con 915 di utile netto e 11 000 € di attivo fa 8,3 %. Risponde a una domanda — quanto utile ha prodotto l'intero bilancio — e le risponde con un numeratore e un denominatore che non si corrispondono, perché l'utile netto è ciò che resta dopo aver pagato gli interessi ai finanziatori, mentre l'attivo totale comprende tutto ciò che quei finanziatori hanno finanziato. Ci sono solo due modi per rimediare, e generano il resto della famiglia. Cambia il numeratore e ottieni 12,7 % sull'EBIT, o 9,5 % riaggiungendo gli interessi al netto d'imposta. Cambia il denominatore e ottieni il rendimento sugli attivi netti: gli stessi 915 su 9 000 € di capitale investito — l'attivo totale meno i 2 000 € di credito dei fornitori, salari da pagare e imposte che hanno finanziato gratis una parte dell'attività — cioè 10,2 %. Fai entrambe le cose e ottieni il ROCE, 1 400 su 9 000, cioè 15,6 %. I due passaggi valgono esattamente ×1,2222 (attivo totale diviso capitale investito) e ×1,5301 (EBIT diviso utile netto) su questo bilancio, e ciascuno è una decisione su quale denaro stai misurando. Ciò che nessuno dei tre mostra è l'età degli impianti. A utile costante, mentre gli ammortamenti scorrono, la stessa azienda segna 6,8 % con impianti nuovi e 13,1 % con impianti a fine vita: chi smette di investire sembra migliore ogni anno, fino al giorno in cui non consegna più.

ROA, rendimento sugli attivi netti e ROCE sono un'unica famiglia con due parti mobili. Sullo stesso bilancio danno 8,3 %, 10,2 % e 15,6 %, e i due salti fra loro sono esattamente le due decisioni che stai prendendo.

L'indice, e le due metà di cui è fatto

Prendiamo un'azienda e teniamocela per tutto l'articolo. Il suo bilancio porta 1 200 € di avviamento da un'acquisizione, 4 800 € di immobilizzazioni materiali nette, 1 500 € di magazzino, 2 000 € di crediti e 1 500 € di cassa: 11 000 € di attivo totale. Dall'altro lato, 2 000 € di passività correnti (credito dei fornitori, salari da pagare, imposte non ancora versate), 3 000 € di debiti a lungo termine e 6 000 € di patrimonio netto, che tornano a 11 000 €. Vende 14 000 €, ottiene 1 400 € di risultato operativo, paga 180 € di interessi e 305 € di imposte al 25 %, e trattiene 915 €.

Il ROA è 915 ÷ 11 000 = 8,3 %. Quel numero solo è il prodotto di due cose molto diverse, e separarle è la prima cosa utile che puoi farne: margine netto, 915 ÷ 14 000 = 6,54 %, per rotazione dell'attivo, 14 000 ÷ 11 000 = 1,2727. Un'azienda può arrivare allo stesso 8,3 % facendo pagare molto su un bilancio pesante e lento, o quasi nulla su uno leggero e veloce. Due concorrenti con ROA identico possono quindi essere mestieri opposti, e l'indice da solo non ti dirà mai quale stai guardando.

Il numeratore non corrisponde al denominatore

L'utile netto è degli azionisti: gli interessi sono già stati tolti e pagati ai finanziatori. L'attivo totale è di tutti: è l'intero calderone, finanziato insieme da azionisti, finanziatori e fornitori. Dividere l'uno per l'altro misura il rendimento di un gruppo su capitale fornito da tre, ed è per questo che l'indice scende quando l'azienda si indebita e sale quando rimborsa, senza che nell'attività succeda nulla.

Ci sono due riparazioni pulite. Alza il numeratore sopra la linea del finanziamento: EBIT ÷ attivo totale = 1 400 ÷ 11 000 = 12,7 %, che misura quanto hanno reso le attività prima di pagare chiunque le abbia finanziate. Oppure tieni l'utile netto e riaggiungi il costo del debito al netto d'imposta: (915 + 180 × 0,75) ÷ 11 000 = 1 050 ÷ 11 000 = 9,5 %, la versione che usa un analista quando confronta società con strutture finanziarie diverse. Il calcolatore di questa pagina implementa di proposito la forma semplice, utile netto su attivo totale, perché è quella che una banca, un fornitore e un registro imprese calcoleranno dai conti pubblicati — ma il punto è sapere che 8,3 %, 9,5 % e 12,7 % sono la stessa azienda nello stesso giorno.

Sposta il denominatore e ottieni il resto della famiglia

Il capitale investito è ciò che i portatori di risorse durevoli hanno davvero dovuto mettere. Su questo bilancio fa 9 000 €, e tre strade ci arrivano: attivo totale meno passività correnti (11 000 − 2 000), attività non correnti più capitale circolante (6 000 + 3 000), e patrimonio netto più passività non correnti (6 000 + 3 000). Coincidono perché sono la stessa sottrazione letta da due lati del bilancio — e quando sui tuoi conti non coincidono, hai trovato un errore di classificazione, non una scelta di metodo.

Il rendimento sugli attivi netti tiene l'utile netto e cambia il denominatore: 915 ÷ 9 000 = 10,2 %. La mossa vale ×1,2222, cioè 11 000 ÷ 9 000 — il rapporto fra ciò che possiedi e ciò che hai dovuto finanziare. Dal denominatore è uscito il finanziamento gratuito: il fornitore non ancora pagato, i salari maturati a fine mese, l'imposta dovuta all'erario. Un'azienda che paga a 90 giorni e incassa a 30 mostrerà un rendimento sugli attivi netti molto migliore del ROA, e la differenza non è efficienza, è denaro altrui. Il ROCE poi tiene quel denominatore e alza il numeratore all'EBIT: 1 400 ÷ 9 000 = 15,6 %, altri ×1,5301.

La famiglia è dunque una tabella a doppia entrata, non una scala. Un asse è il numeratore: prima del finanziamento e delle imposte, o dopo. L'altro è il denominatore: tutto ciò che l'azienda detiene, o solo ciò che gli investitori di lungo periodo hanno dovuto finanziare. Il ROE sta in un terzo angolo — utile degli azionisti sul denaro degli azionisti — e sale con l'indebitamento invece di scendere: ecco perché una società può pubblicare nello stesso anno un ROE in crescita e un ROA in calo, ed entrambi essere veri.

Che cosa nasconde il denominatore

Prima la cassa. I 1 500 € in banca non producono nulla di operativo, ma stanno al denominatore e tirano giù l'indice. Toglili e la stessa azienda segna 915 ÷ 9 500 = 9,6 % sull'attivo e 1 400 ÷ 7 500 = 18,7 % sul capitale investito. Nessuno dei due è più onesto dell'altro: il primo dice che il bilancio è sovracapitalizzato, il secondo che il mestiere è buono. Una società che tiene un tesoretto per un'acquisizione e una che non riesce a incassare si somiglieranno sull'indice grezzo e non si somiglieranno affatto una volta separate le attività operative dalla liquidità in eccesso.

Poi la storia. I 1 200 € di avviamento esistono perché questa società ha comprato la propria crescita; un'azienda identica che avesse costruito da sé la stessa clientela porterebbe 9 800 € di attivo e segnerebbe 9,3 %. Poi l'età. A utile costante, lascia ammortizzare gli impianti: con 7 200 € di impianti netti l'indice è 6,8 %, a 4 800 € è 8,3 %, a 2 400 € è 10,6 % e a 800 € è 13,1 %. Non è migliorato nulla. Il denominatore è calato di 800 € l'anno mentre il numeratore stava fermo, e l'azienda è diventata in silenzio candidata a un investimento che non mostra. La rivalutazione muove la stessa leva al contrario: valuta lo stesso immobile a 7 000 € invece di 4 800 € con il modello della rivalutazione dello IAS 16 e l'indice scende a 6,9 %.

I contratti di locazione sono la distorsione maggiore e quella che più spesso sfugge. Da quando l'IFRS 16 è in vigore, dal 2019, il locatario iscrive in bilancio un diritto d'uso e una passività per leasing per quasi tutti i contratti, il che gonfia l'attivo totale e sgonfia ogni rendimento calcolato su di esso. Una società francese che redige il bilancio d'esercizio secondo il plan comptable général fa il contrario: il crédit-bail resta fuori bilancio e i canoni passano fra i costi operativi, così lo stesso negozio, la stessa macchina e lo stesso canone producono un ROA nettamente più alto nei conti individuali che nei conti IFRS del gruppo. Non è uno scarto da riconciliare: sono due quadri normativi che rispondono a due domande, e l'indice è confrontabile solo dentro uno dei due.

Nessun principio lo definisce, quindi tocca a te

I quadri contabili definiscono le voci, non gli indici. Non è una dimenticanza: è la ragione per cui il regolatore europeo dei mercati ha pubblicato nell'ottobre 2015 orientamenti sugli indicatori alternativi di performance, applicabili alle informazioni pubblicate dal 3 luglio 2016, la cui definizione copre ogni misura finanziaria di risultato, posizione o flussi di cassa che il quadro di riferimento non definisce. In base a essi un emittente quotato deve definire la misura e la base di calcolo e riconciliarla con la voce di bilancio più direttamente riconciliabile. ROA, rendimento sugli attivi netti e ROCE rientrano tutti e tre in pieno in quella descrizione.

Due novità stanno per spostare il terreno sotto questi indici. L'IFRS 18, emesso nell'aprile 2024 e applicabile agli esercizi che iniziano dal 1° gennaio 2027, sostituisce lo IAS 1 e definisce per la prima volta un subtotale di risultato operativo, insieme all'informativa sulle misure di performance definite dalla direzione: il numeratore di un ROCE avrà finalmente un punto di partenza normato. E in Francia la modernizzazione dei prospetti è già arrivata: nel modello di conto economico del plan comptable général i proventi delle cessioni di immobilizzazioni materiali e immateriali e il valore contabile di quanto ceduto stanno entrambi dentro proventi e costi operativi, e il risultato straordinario è ormai riservato a ciò che è direttamente legato a un evento maggiore e inusuale. Vendi un immobile e il risultato operativo sale mentre la base di attivi scende: entrambe le metà di un ROCE si muovono a tuo favore per una ragione che non è commerciale.

La regola pratica che ne discende è breve. Metti per iscritto la tua definizione, compreso quali attività si mediano e su quale periodo, e non cambiarla mai senza rifare la storia. Confronta l'azienda con sé stessa negli anni, e con i concorrenti solo quando puoi vedere la loro definizione. E quando ti citano una media di settore, chiedi che cosa conteneva il denominatore: sui numeri qui sopra, una sola azienda ha prodotto 6,8 %, 8,3 %, 9,3 %, 9,5 %, 9,6 %, 10,2 %, 12,7 %, 13,1 % e 15,6 % senza che un solo euro di commercio cambiasse mano.

Risultato
Un bilancio, cinque rendimenti: utile netto 915 €, EBIT 1 400 €, attivo totale 11 000 €, capitale investito 9 000 €
MisuraCalcoloRisultatoLa domanda a cui risponde
ROA915 ÷ 11 0008,3 %Quanto ha reso agli azionisti tutto ciò che l'azienda possiede, dopo interessi e imposte?
ROA con numeratore EBIT1 400 ÷ 11 00012,7 %Quanto hanno guadagnato le attività prima di pagare chi le ha finanziate?
ROA con interessi riaggiunti(915 + 180 × 0,75) ÷ 11 0009,5 %La stessa, al netto d'imposta — la versione per confrontare società finanziate diversamente
Rendimento sugli attivi netti915 ÷ 9 00010,2 %Stesso utile, ma solo sul capitale che qualcuno ha dovuto fornire — tolto il credito gratuito dei fornitori
ROCE1 400 ÷ 9 00015,6 %Quanto rende l'attività sul denaro davvero immobilizzato da investitori e finanziatori — quello da confrontare con il costo del capitale

Esempio calcolato con il nostro strumento

Calcolatrice ROA

Dati

Utile netto
50.000,00 €
Attività totali
500.000,00 €

Risultato

ROA
10%

Queste cifre sono prodotte dal calcolatore qui sotto, non digitate a mano — vengono ricalcolate a ogni modifica dello strumento.

Rifarlo con i tuoi numeri

Domande frequenti

Devo usare l'attivo a fine anno o la media dell'anno?
La media, perché il numeratore copre un anno intero mentre il denominatore sarebbe altrimenti la fotografia di un giorno. La media semplice fra apertura e chiusura basta in un anno tranquillo; usa medie mensili o trimestrali quando il bilancio si è mosso molto, cioè soprattutto per un'acquisizione, un grosso investimento o una cessione vicino alla chiusura. La distorsione non è piccola: compra un'azienda a dicembre e un denominatore di chiusura porta dodici mesi di attivi nuovi contro un mese del loro utile. Il calcolatore chiede una sola cifra di attivo totale: calcola la media e inseriscila.
Un ROA in crescita è sempre una buona notizia?
No, e il controesempio è abbastanza comune da controllarlo per primo. L'ammortamento restringe il denominatore ogni anno da solo, quindi un'azienda che smette di rinnovare gli impianti pubblica un indice crescente finché le vecchie macchine reggono: sui numeri qui sopra, lo stesso utile invariato dà 6,8 % con impianti nuovi e 13,1 % con impianti a fine vita. Prima di congratularsi con qualcuno, guarda le immobilizzazioni lorde invece che nette, il rapporto fra fondo ammortamento e costo storico, e gli investimenti rispetto alla quota di ammortamento. Se da anni gli investimenti stanno sotto l'ammortamento, l'indice che migliora è il rumore della base di attivi che si svuota, non dell'azienda che migliora.
ROA, ROE o ROCE: quale seguire davvero?
Segui quello che corrisponde alla decisione. Se stai decidendo se un'attività meriti di essere esercitata, usa il ROCE e confrontalo con il tuo costo del capitale: è l'unico dei tre costruito per essere messo accanto a un tasso di finanziamento, perché allora entrambi i lati indicano la stessa massa di denaro. Se sei azionista e chiedi quanto ha reso il tuo denaro, usa il ROE, ricordando che indebitarsi di più lo alza meccanicamente. Il ROA è l'indice di chi guarda da fuori: è ciò che un fornitore, un assicuratore del credito o un concorrente possono calcolare dai bilanci depositati senza sapere nulla del tuo finanziamento. La sua virtù è la disponibilità, non la precisione.
Qual è un buon ROA?
La domanda non ha risposta trasversale ai settori, e la ragione è aritmetica, non di opinione. Il denominatore di una banca contiene il portafoglio crediti; quello di una software house quasi nulla; quello di una utility una rete costruita in decenni. Un valore eccellente in uno è impossibile nell'altro, e le medie di settore pubblicate sono medie di definizioni tanto quanto di aziende. Due confronti funzionano. Il primo è il tuo indice su più anni a definizione costante. Il secondo è l'indice contro il tuo costo del capitale, usando il ROCE invece del ROA: un'azienda che sul capitale investito guadagna meno di quanto paga il capitale distrugge valore per quanto rispettabile appaia la percentuale.
Prendere in leasing invece di comprare cambia il mio ROA?
Un tempo lo cambiava enormemente, oggi dipende da quali conti intendi. Con l'IFRS 16, in vigore dal 2019, prendere in locazione mette un diritto d'uso al denominatore, così l'indice finisce vicino a quello che avrebbe dato l'acquisto: era proprio lo scopo del principio. Con i principi statunitensi il trattamento in bilancio è lo stesso e la differenza si sposta al conto economico, dove una locazione operativa mantiene un costo unico e lineare fra i costi operativi. In un bilancio d'esercizio francese secondo il plan comptable général il crédit-bail resta del tutto fuori bilancio, quindi la locazione lusinga l'indice esattamente come prima del 2019. Prima di confrontare due società su questo indice, verifica se una prende in locazione e con quale quadro normativo ciascuna redige.

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Questa è una spiegazione generale di come si calcola un indice, non una consulenza contabile, fiscale, legale o finanziaria. Nessuno di questi indici è definito da un principio contabile: il quadro di riferimento definisce le voci, l'indice lo costruisce sopra chi lo chiede. Quando un contratto di finanziamento, una locazione o la politica creditizia di un finanziatore definisce un indice, vale quella definizione e non questo articolo. Verifica ogni cifra sui tuoi conti e sulla fonte citata, e fatti consigliare prima di appoggiarti a essa.

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