La conta dice 48 200 e i libri dicono 50 000
Pubblicato il 22/09/2026 · 3 min di lettura · Strumenti business
Il calo è la differenza fra il magazzino che le scritture dichiarano e quello che una conta fisica trova, espressa sul valore contabile. Cinquantamila a libro e 48 200 contati fanno uno scarto di 1 800 e un tasso del 3,6 %. Entrambi i numeri contano e li usano persone diverse: la percentuale serve a confrontarsi con l'anno scorso e con altri punti vendita, l'importo assoluto a giustificare una spesa che corregga. Un tasso del 3,6 % sembra tollerabile finché non lo si legge come 1 800 spariti in una sola conta — e se quella conta copre un trimestre, la cifra annua vale quattro volte quella che tutti guardano. Il calo nel retail si colloca, nella maggior parte delle indagini pubblicate, attorno all'uno o due per cento: il 3,6 % non è un artefatto di arrotondamento, è il segnale che sta accadendo qualcosa di preciso.
Uno scarto di 1 800 è un tasso di calo dell'3,6 %. La percentuale è il numero che circola; l'importo assoluto è quello che paga la correzione.
La maggior parte del calo non è furto
La parola suggerisce taccheggio, e la causa principale è di solito la burocrazia. Merce ricevuta e mai registrata, resi accreditati due volte, unità vendute con il codice sbagliato, merce danneggiata tolta a scaffale e mai a sistema, consegne del fornitore inferiori alla bolla — ognuna lascia la stessa impronta del furto, e nessuna lo è. Il test pratico: se lo scarto si concentra su poche referenze di alto valore indica perdita; se si distribuisce sottile su tutta la gamma indica processo.
Un tasso non dice nulla senza un periodo
Questo calcolatore confronta due cifre in un istante e restituisce lo scarto; non sa se sono distanti un mese o un anno. Confrontare un tasso da una conta trimestrale con un riferimento di settore citato su base annua sottostima il problema di quattro volte; confrontare una conta annuale con una mensile fa l'opposto. Scrivi ogni volta il periodo accanto al tasso — una cifra di calo senza periodo non è confrontabile con nulla, nemmeno con sé stessa la volta prima.
| Lettura | Cifra |
|---|---|
| Valore contabile | 50 000 |
| Contato | 48 200 |
| Calo | 1 800 — 3,6 % |
Esempio calcolato con il nostro strumento
Calcolatrice differenze inventariali
Dati
- Valore stock registrato ({cur})
- 5000
- Valore fisicamente contato ({cur})
- 4750
Risultato
- Differenza (%)
- 5%
- Valore perso
- 250,00 €
Queste cifre sono prodotte dal calcolatore qui sotto, non digitate a mano — vengono ricalcolate a ogni modifica dello strumento.
Rifarlo con i tuoi numeri →Domande frequenti
- Il calo può essere negativo?
- Sì, e non è una buona notizia. Contare più di quanto dicono i libri significa che le scritture sbagliano nell'altro senso — merce registrata due volte, una vendita annullata senza rientro della merce, una conta che ha inglobato un'ubicazione vicina. Un calo negativo è lo stesso difetto di quello positivo con il segno invertito, e viaggia di solito con una cifra positiva altrove nello stesso magazzino.
- A valore di vendita o a costo?
- A costo, se la domanda è cosa ha fatto ai conti, perché è ciò che lascia lo stato patrimoniale. A valore di vendita se la domanda è cosa ha fatto alle vendite dell'anno, dato che è quel ricavo a non accadere mai. I due differiscono di tutto il margine lordo: un'impresa che esprime il calo a prezzi di vendita e lo confronta con un riferimento a costo apparirà molto peggiore di quel che è. Di' quale intendi.
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