Risparmiare per l'università: in Italia non esiste un conto dedicato
Pubblicato il 26/05/2026 · 12 min di lettura · Calcolatrici finanziarie
In Italia non esiste un conto di risparmio dedicato all'istruzione con una fiscalità propria: nessuna deduzione per versare, nessuna esenzione per prelevare quando si pagano le tasse universitarie. E il fondo pensione non serve allo scopo, perché le anticipazioni sono ammesse per causali tassative — spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa, e una quota per ulteriori esigenze dopo otto anni di iscrizione — e l'istruzione dei figli non è una di esse. Quello che resta è un piano di accumulo su strumenti ordinari, tassato al 26 per cento sui redditi di natura finanziaria, con l'eccezione del 12,5 per cento sui titoli di Stato ed equiparati. La leva vera, quindi, non è fiscale ma temporale, e c'è una seconda decisione che pesa quanto la prima: l'intestazione. Un deposito intestato al minore vincola il denaro al minore e richiede l'autorizzazione del giudice tutelare per certi atti di disposizione; un deposito intestato al genitore lascia il controllo ma non protegge nulla. L'aritmetica sotto è la stessa ovunque: 300 € al mese per diciotto anni al 6 per cento fanno 116 206 €, di cui 64 800 € versamenti e 51 406 € rendimento.
Non esiste un conto educativo con fiscalità propria. Esiste il tempo: 300 € al mese al 6 per cento per diciotto anni fanno 116 206 €, di cui 51 406 € di rendimento — e la scelta dell'intestatario, che decide di chi è quel denaro a diciotto anni.
La leva è il tempo, non la fiscalità
In assenza di una cornice fiscale dedicata, l'unica leva che resta è il tempo, e vale più di quanto sembri. Su 300 € al mese per diciotto anni al 6 per cento, il capitale arriva a 116 206 €: 64 800 € li hai messi tu e 51 406 € il mercato. Sposta l'inizio di dieci anni, mantenendo lo stesso versamento, e con otto anni davanti restano 36 849 € — 79 357 € in meno. Non è la fiscalità ad aver fatto la differenza: è che i primi versamenti sono quelli che restano investiti più a lungo, e quindi quelli che producono quasi tutto il rendimento.
Il secondo fattore è l'intestazione, e in Italia non è una formalità. Un conto o un deposito titoli intestato al minore rende il denaro giuridicamente del minore: i genitori lo amministrano, ma per gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione serve l'autorizzazione del giudice tutelare, e alla maggiore età il figlio dispone da solo. Un conto intestato al genitore lascia il controllo intatto ma non vincola nulla, e il patrimonio resta esposto alle vicende del genitore. Non c'è una risposta giusta: c'è una scelta fra controllo e destinazione, da fare consapevolmente e non per inerzia allo sportello.
Che cosa valgono diciotto anni, e quanto costa perderne dieci
Torniamo ai 300 € al mese al 6 per cento. Su diciotto anni il capitale arriva a 116 206 €. Su otto anni — cioè cominciando quando il figlio ha dieci anni invece che alla nascita — lo stesso versamento produce 36 849 €. La differenza, 79 357 €, non viene da un investimento migliore: viene dal fatto che i primi versamenti restano investiti più a lungo. Dieci anni di ritardo costano il 68 per cento del risultato, pur rappresentando solo il 55 per cento dei versamenti mancati.
Da qui una regola pratica: cominciare poco e presto batte cominciare molto e tardi, e il divario non è marginale. Per arrivare a 116 206 € in otto anni con lo stesso rendimento servirebbero circa 946 € al mese invece di 300 €. Detto altrimenti: ogni anno di ritardo va ricomprato con un versamento più alto, e il tasso di cambio fra i due peggiora man mano che l'orizzonte si accorcia. Se sei indeciso sull'importo, apri con una cifra modesta e aumentala: pesa più la data di partenza della prima rata.
La distanza fra obiettivo e piano
Metti ora il piano accanto all'obiettivo. Nell'articolo di questa serie sul costo degli studi, una laurea triennale che comincia fra cinque anni costava 34 798 € con ipotesi dichiarate. Un piano da 300 € al mese per cinque anni al 6 per cento produce circa 21 000 €: copre all'incirca il 60 per cento del bersaglio. Per coprirlo interamente nello stesso arco servirebbero circa 498 € al mese. La domanda utile non è «sto risparmiando abbastanza?» in astratto, ma «quale quota dell'obiettivo finanzia il mio versamento di oggi?» — perché a quella c'è una risposta numerica, e i numeri si correggono.
Fai questo esercizio due volte: con il costo pieno e con il costo al netto degli aiuti attesi. La differenza misura esattamente il rischio che il tuo piano si assume se il reddito familiare cambia nel frattempo. E ripetilo una volta l'anno: l'obiettivo si muove con l'inflazione dei costi e il piano si muove con i mercati, e lasciar passare diciotto anni senza ricalcolare garantisce di scoprire lo scarto nel momento peggiore.
E se il denaro non servisse agli studi?
È la domanda che impedisce di cominciare, e in Italia la risposta è semplice: un piano di accumulo su un deposito ordinario non ha vincolo di destinazione. Se il denaro non serve per l'università, resta investito e nessuno chiede nulla indietro. È esattamente il rovescio del 529 statunitense, che offre esenzione piena all'uscita ma la condiziona alla destinazione, con una sanzione del 10 per cento sulla quota di rendimento nei prelievi non qualificati. Il vincolo italiano, semmai, non è fiscale ma civilistico: se il deposito è intestato al minore, il denaro è suo e a diciotto anni ne dispone lui.
Un'ultima nota di metodo. Se il deposito è intestato al figlio invece che a te, la questione smette di essere fiscale e diventa di proprietà: il denaro è suo, ne dispone alla maggiore età e non puoi più destinarlo ad altro. Molte famiglie intestano a sé proprio per questo, accettando di pagare l'imposta sul rendimento il giorno della vendita. È uno scambio fra controllo e fiscalità, e va fatto consapevolmente, non lasciato allo sportello.
Che cosa fa il calcolatore e che cosa no
Il calcolatore di questa pagina proietta un saldo, lo confronta con un costo rivalutato e indica quanto manca e quale versamento mensile colmerebbe la differenza. Lo fa per qualunque contenitore: è un modello di accumulo, non un modello fiscale. Non sa se i tuoi rendimenti saranno tassati, non conosce la tua aliquota e non applica i costi — che su diciotto anni pesano spesso più dell'imposta. Un fondo con lo 0,8 per cento di spese correnti trasforma un 6 per cento lordo in 5,2 per cento, e i 116 206 € in 106 935 €.
Quello che fa bene è costringerti a scrivere le ipotesi: rendimento atteso, inflazione dei costi, quota da coprire, età d'inizio e durata. Proprio la quota da coprire va impostata consapevolmente. Metterla al 33 per cento corrisponde a una regola di ripartizione diffusa — un terzo dal risparmio, un terzo dal reddito corrente durante gli studi, un terzo da borsa o lavoro dello studente — e rende raggiungibile un obiettivo che al 100 per cento scoraggia soltanto.
| Paese | Esiste uno strumento dedicato agli studi? | Che cosa premia la regola fiscale e che cosa costa |
|---|---|---|
| Stati Uniti | Sì — il qualified tuition program della sezione 529. I versamenti non sono deducibili a livello federale; la crescita e i prelievi qualificati non pagano l'imposta federale sul reddito. I versamenti sono donazioni, e la sezione 529(c)(2)(B) consente di ripartire una somma su cinque annualità di esclusione | Premia il non toccare i rendimenti. Un prelievo non qualificato è tassato e sanzionato solo sulla quota di rendimento, in proporzione ai versamenti, non sull'intero importo. Il prezzo è il livello statale: una deduzione già ottenuta dallo Stato può essere recuperata se quello Stato non considera qualificato lo stesso prelievo |
| Francia | Nessuna cornice dedicata agli studi, e il piano pensionistico non lo è: il PER è vincolato fino alla pensione e i casi tassativi di riscatto anticipato non comprendono gli studi di un figlio. Si usano l'assicurazione vita, il PEA e il risparmio regolamentato | Premia la durata, non la destinazione. Dopo otto anni i riscatti dell'assicurazione vita godono di una franchigia annua sui guadagni — 4 600 euro per una persona sola, 9 200 per una coppia a tassazione congiunta — e di un'aliquota ridotta su parte del resto, più i prelievi sociali. Nulla obbliga a spendere quel denaro per studiare |
| Portogallo | Sì, ed è l'unico vero di questa tabella fuori dagli Stati Uniti. Il decreto-legge 158/2002 disciplina il plano poupança-educação e il piano combinato pensione-istruzione accanto a quello pensionistico, e l'articolo 4 fa dell'iscrizione o frequenza di un corso professionale o universitario un motivo legale di riscatto | Premia la pazienza due volte. Il riscatto per motivi di studio riguarda solo i versamenti effettuati da almeno cinque anni, ed esiste un tetto annuo per studente fissato con decreto ministeriale: il piano è inutile a chi comincia a risparmiare nell'anno dell'immatricolazione, e il tetto va letto nel testo vigente |
| Germania | No. Esiste una scelta di intestatario: il deposito titoli del genitore oppure un Junior-Depot intestato al figlio. Entrambi contengono gli stessi fondi; cambiano per la proprietà del denaro | Il deposito del figlio ha un proprio Sparer-Pauschbetrag di 1 000 euro ai sensi del § 20 comma 9 della legge sull'imposta sul reddito, più la soglia esente del minore, il che riduce la tassazione corrente sui saldi grandi. Il prezzo non è fiscale: il denaro è irrevocabilmente del figlio, e a diciotto anni decide lui |
| Spagna | Nessun conto dedicato all'istruzione, e il piano pensionistico non colma il vuoto: i suoi casi di liquidità sono fissati dalla norma e le tasse di un figlio non sono fra questi | Ciò che aiuta è l'articolo 94 della legge sull'imposta sul reddito: il trasferimento tra organismi di investimento collettivo non realizza la plusvalenza, quindi il portafoglio si può cambiare senza imposta e il guadagno è tassato una sola volta, al rimborso, nella base del risparmio |
| Italia | No. Nemmeno il fondo pensione fa da sostituto: le anticipazioni sono ammesse solo per causali tassative — spese sanitarie straordinarie, acquisto o ristrutturazione della prima casa e una quota per ulteriori esigenze dopo otto anni di iscrizione — e l'istruzione non è fra queste | Un semplice piano di accumulo su strumenti ordinari, tassato al 26 per cento sui redditi finanziari e al 12,5 per cento su titoli di Stato ed equiparati. Nessuna agevolazione specifica per gli studi: l'unica leva è il tempo — e la scelta dell'intestatario, che decide di chi è quel denaro a diciotto anni |
Domande frequenti
- Posso chiedere un anticipo del fondo pensione per l'università di mio figlio?
- No. Le anticipazioni sulla posizione individuale di un fondo pensione sono ammesse solo per causali tassative: spese sanitarie straordinarie per sé, il coniuge o i figli; acquisto o ristrutturazione della prima casa per sé o per i figli, dopo otto anni di iscrizione; e un'ulteriore quota per esigenze diverse, sempre dopo otto anni. Le tasse universitarie di un figlio non rientrano in nessuna. Per pagare gli studi serve uno strumento disponibile: un piano di accumulo su fondi o ETF in un deposito ordinario, tassato al 26 per cento sui rendimenti al momento della vendita. La scelta che pesa davvero è l'intestazione, non il prodotto.
- Che cosa succede se il figlio non studia?
- In Italia la domanda quasi non si pone: un piano di accumulo su strumenti ordinari non ha vincolo di destinazione, e se il figlio non si iscrive il denaro resta investito. Il vincolo, semmai, è civilistico. Se il deposito è intestato al minore, il patrimonio è suo in modo definitivo: i genitori lo amministrano, per gli atti di straordinaria amministrazione serve l'autorizzazione del giudice tutelare, e alla maggiore età decide lui. Se è intestato al genitore, il controllo resta ma il denaro è esposto alle vicende del genitore. Nel dubbio, molte famiglie scelgono l'intestazione al genitore.
- I nonni possono versare, e quanto in una volta?
- Sì. In Italia le donazioni in linea retta godono di una franchigia per beneficiario prevista dalla normativa sulle successioni e donazioni, con l'imposta dovuta solo sull'eccedenza; l'importo va verificato sul testo vigente. Ma la scelta pratica è la stessa di sempre: se il nonno versa su un deposito intestato al nipote, il denaro è del nipote e ne dispone alla maggiore età; se versa sul proprio, mantiene il controllo e il patrimonio resta suo. Molte famiglie combinano le due cose, destinando al minore la parte che intendono davvero vincolare.
- Quanto devo versare ogni mese?
- Dipende interamente dall'obiettivo che fissi, ed è per questo che i due calcolatori vanno usati insieme. Prendi la proiezione dell'articolo sul costo degli studi: una laurea triennale che comincia fra cinque anni costa 34 798 € con ipotesi dichiarate. Al 6 per cento di rendimento su cinque anni, finanziarla per intero richiede circa 498 € al mese. Puntare a un terzo dell'obiettivo — la ripartizione consueta fra risparmio, reddito corrente e lavoro dello studente — lo porta a circa 166 €. La domanda non è «quanto serve?» ma «quale quota del costo deve sostenere il risparmio?».
- Il vantaggio fiscale vale più di un fondo con costi bassi?
- Confrontali sulla stessa scala e la domanda smette di essere ideologica. Su 300 € al mese per diciotto anni, un 6 per cento lordo produce 116 206 €. Perdere 1,5 punti l'anno in tassazione corrente — cioè 4,5 per cento netto — dà 99 560 €: il differimento vale circa 16 646 € con queste ipotesi. Ora lo stesso test sui costi: lo 0,8 per cento annuo trasforma il 6 in 5,2 per cento e il capitale in 106 935 €, un costo di 9 271 €. Costi e imposte sono la stessa perdita misurata sulla stessa base. Un prodotto agevolato ma caro può rendere meno di un conto ordinario economico: fai entrambi i conti.
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Questo articolo è esplicativo. Mostra come funziona un calcolo e che cosa ne cambia il risultato; non è consulenza finanziaria, fiscale, legale o di investimento, non sa nulla del tuo reddito, del tuo provvedimento, della tua famiglia o del tuo estratto contributivo, e non può dirti che cosa firmare né che cosa chiedere. Le regole di erogazione del credito, i criteri per gli assegni, le tasse universitarie, i limiti di versamento e le formule pensionistiche cambiano da paese a paese e vengono riviste quasi ogni anno, quindi ogni regola descritta sotto va verificata sul testo vigente prima di farvi affidamento. Ogni importo è un'ipotesi dichiarata, non una previsione né un preventivo. Inserisci i tuoi numeri nel calcolatore e rivolgiti a un professionista regolamentato prima di impegnare denaro o accettare un accordo.
Fonti
- Legal Information Institute, Cornell Law School — 26 U.S.C. § 529 — qualified tuition programs: (c)(7) elementary and secondary expenses, (c)(8) apprenticeships, (c)(9) loan repayment, (c)(3)(E) Roth IRA rollover, (e)(3) qualified higher education expenses and the K-12 dollar cap, (f) credentialing expenses
- U.S. Congress — Pub. L. 119-21, §§ 70413 and 70414 (4 July 2025) — expanded K-12 expenses for distributions after enactment; the K-12 cap raised from 10,000 to 20,000 dollars for taxable years beginning after 31 December 2025; credentialing expenses added
- Internal Revenue Service — Rev. Proc. 2025-32, § 4.42 — the 2026 annual gift tax exclusion is 19,000 dollars
- Diário da República — Decreto-Lei n.º 158/2002 — regime jurídico dos planos de poupança-reforma, poupança-educação e poupança-reforma/educação; artigo 4.º, condições de reembolso
- Autoridade de Supervisão de Seguros e Fundos de Pensões — O reembolso ao participante num plano poupança-reforma / educação — fundamentos legais e regra dos cinco anos
- Bundesministerium der Justiz — Gesetze im Internet — § 20 Absatz 9 EStG — Sparer-Pauschbetrag von 1 000 Euro, bei Zusammenveranlagung 2 000 Euro
- Légifrance — Code monétaire et financier, article L224-4 — cas de déblocage anticipé du plan d'épargne retraite (les études n'y figurent pas)
- Boletín Oficial del Estado — Ley 35/2006 del IRPF, artículo 94 — régimen de traspasos entre instituciones de inversión colectiva
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